A futura memoria

Le manifestazioni del 21 gennaio 2015

Dopo l’incontro del 20 novembre 2014 intitolato A futura memoria: ricordo di Leonardo Sciascia, le iniziative dell’I.T.C.G. “C. Matteucci” nel XXV anniversario della morte dello scrittore siciliano sono proseguite con una seconda giornata, il 21 gennaio 2015, nella sede di via Roberto Rossellini.

La mattinata si è svolta in due momenti legati a due iniziative differenti ma entrambe legate al nome di Sciascia:

la tavola rotonda dedicata ai temi della giustizia e della verità, fondamentali nella sua opera, la cui discussione è stata anticipata nelle pagine web ad essi dedicati;

la cerimonia d’inaugurazione della biblioteca “Leonardo Sciascia” (la biblioteca scolastica intestata al Maestro di Regalpetra).

Locandina A Futura Memoria secondo evento

La tavola rotonda: Sciascia: giustizia e verità. Trame e misteri d’Italia

Alla tavola rotonda hanno partecipato Valter Vecellio, giornalista; Emanuele Macaluso, politico e giornalista, storico dirigente del PCI; Rosario Priore, magistrato, giudice istruttore per il caso Moro, Ustica, l’attentato a Giovanni Paolo II e altri famosi casi di violenza e terrorismo.

(Vedi la pagina dedicata agli ospiti della tavola rotonda).

Ospiti Tavola Rotonda Leonardo Sciascia

La tavola rotonda, aperta ai familiari degli studenti e alla cittadinanza (che ne aveva avuto notizia dalle pagine romane del «Corriere della sera» e da Radio Radicale), era indirizzata principalmente alle classi quinte delle diverse sedi dell’istituto che vi hanno assistito con la classe quarta del Rossellini, una rappresentanza delle classi quarte della sede centrale e un folto numero di docenti ed ex docenti del Matteucci.

Pubblico Tavola rotonda

In apertura dei lavori, dopo il saluto agli ospiti, Maria Gemelli, Dirigente Scolastico del Matteucci ha illustrato il senso dell’iniziativa e il valore ad esso attribuito nella riqualificazione della sede di via Rossellini (nel corso della manifestazione il Dirigente ha rilasciato una intervista alla redazione del sito Diregiovani.it).
Dopo la giornata di lavori straordinari di recupero e risistemazione dell’area verde circostante la scuola, l’inaugurazione della ristrutturata biblioteca – con la tavola rotonda che ad essa si lega - segna un momento di svolta e un segnale della volontà di un pieno recupero possibile grazie al contributo di tutti. Un segnale del «tenace concetto» di cui già si era detto nell’incontro del 20 novembre dedicato al Maestro di Regalpetra.

Più scuole e più biblioteche, più cultura, più spirito critico: questi sono, con la legge, gli antidoti alla mafia, alle mafie. E al disagio sociale. La Dirigente lo ha sottolineato leggendo un ironico passo di un articolo scritto da Sciascia negli anni Settanta (poi raccolto in Nero su nero), a proposito di una scuola tra le immondizie di una zona degradata di Palermo.

(Vedilo nello scaffale dei testi → Nero su nero, La piazza del Gran Cancelliere)

dirigente Maria Gemelli.jpg

Sulla “buona scuola” del pensiero critico e della memoria è poi intervenuto, introducendo il dibattito, Pietro Milone, docente del Matteucci e curatore della sezione del sito web della scuola dedicata al Maestro di Regalpetra, dove è ampiamente spiegato il contributo che l’opera di Leonardo Sciascia può dare ai valori che ispirano la scuola della Repubblica, definita da Piero Calamandrei, uno dei padri della nostra Costituzione, «un organo “costituzionale”» ematopoietico, «da cui parte il sangue che rinnova giornalmente tutti gli altri organi» della democrazia, assicurandone la vita.

I valori di una scuola laica: nel senso più pieno, che contempla un pluralismo di visioni e di valori, anche religiosi ma non fanatici né intolleranti, come nello spirito di quell’illuminismo francese al quale Sciascia, per lunghi anni s’ispirò. Je suis Voltaire, je suis Sciascia come riassunto nello “slogan” che, in coincidenza con l’attentato parigino a Charlie Hebdo, ha ispirato la provvisoria home page del Matteucci, sulla nota e bella foto di Ferdinando Scianna che ritrae appunto Sciascia a Parigi, dinnanzi alla statua dell’intellettuale che riuscì a farsi odiare e perseguitare tanto dai gesuiti quanto dai calvinisti.

prof Milone.jpg

Con alcune “provocazioni” sull’assenza di verità e giustizia intorno ad alcuni misteri d’Italia (il caso Moro, ad esempio, ai margini del quale avvenne una contesa giudiziaria tra il segretario del PCI Berlinguer e Sciascia in merito al coinvolgimento dei servizi segreti cecoslovacchi), si è avviato il dibattito della tavola rotonda.

L’intera discussione si può seguire grazie al video di Radio Radicale. Ci limitiamo dunque, qui, a ricordare due soli passaggi degli interventi di Vecellio e Macaluso, in quanto più direttamente legati al rapporto tra Leonardo Sciascia e la scuola e i giovani.

Valter Vecellio, all’inizio suo intervento, ha detto: «Se ci potesse vedere, credo che Sciascia sarebbe compiaciuto di sapere che c’è una biblioteca scolastica a suo nome. Io spero che ce ne siano molte di biblioteche scolastiche e scuole a lui dedicate. Temo che ce ne siano molto poche. Dico questo non solo perché Sciascia, per una parte della sua vita, è stato maestro di scuola, suo malgrado», ma anche perché quando, nelle interviste, «gli si chiedeva cosa fare contro la mafia e il terrorismo più volte rispondeva: più maestri, più scuole, più libri».

Valter Vecellio   Emanuele Macaluso 
 Intervento di Valter Vecellio  Intervento di Emanuele Macaluso

Emanuele Macaluso ha iniziato e concluso il suo intervento affermando l’attualità dell’opera di Sciascia, la cui conoscenza deve ripartire dalle scuole.

«Devo ringraziare la scuola che dedica la sua biblioteca a Leonardo Sciascia – ha detto in conclusione - perché c’è stato e c’è ancora un tentativo di cancellare questo grande scrittore dall’album dei grandi scrittori italiani. Io ritengo invece che proprio la sua vocazione a intrecciare i suoi racconti con queste tematiche [la verità, la libertà e la giustizia di cui si è discusso nella tavola rotonda, ndr] ne fanno uno scrittore che ancora oggi ha tanto da dire alle nuove generazioni».

Tavolo relatori

L’inaugurazione della biblioteca “Leonardo Sciascia”

Al termine della tavola rotonda, si è svolta la cerimonia d’inaugurazione della biblioteca “Leonardo Sciascia”(nei rinnovati locali della biblioteca scolastica) da parte del dirigente scolastico Maria Gemelli e di Fabrizio Catalano, regista e nipote dello scrittore di Racalmuto, che ha scoperto la targa commemorativa che a Sciascia ha dedicato e intestato la biblioteca.

Il video
(premere in basso a destra per ingrandire)

Sulla biblioteca scolastica, sui lavori di recupero e sul risultato finale, ci soffermiamo in altre pagine del nostro sito ad essa specificamente dedicate. Qui ricordiamo le motivazioni che hanno portato ad intestare a Sciascia la biblioteca e il significato della targa che ricorda questo evento.

Targa Biblioteca Sciascia

A futura memoria (se la memoria ha un futuro), recita la dedica della targa, citando il titolo del libro testamentario di Sciascia. Ci sembra una frase di buon auspicio sebbene, molto probabilmente, qualcuno la dirà pessimistica, a causa del dubbio che esprime, senza perciò gradirla né capirla. Qualcuno che quasi sicuramente è apologeta o vittima, magari ignara, delle magnifiche sorti e progressive,dell’apologia di un progresso su cui Sciascia – come Leopardi e Pirandello prima di lui – nutriva non pochi dubbi, come dimostra una delle sue Favole della dittatura, quella sul rospo ricordata anche da Emanuele Macaluso nel corso del suo intervento alla tavola rotonda. Di pessimismo Sciascia fu più volte accusato, rispondendo più o meno: - Che colpa ho io se descrivo una realtà che è pessima?

Meglio, peraltro, partendo dal pessimismo della coscienza arrivare a un ottimismo della volontà (il «tenace concetto»), per cambiare la realtà, che coltivare un ottimismo della coscienza tanto più sterile quanto più legato al quietismo di una conseguente assenza di volontà. A noi dunque che abbiamo voluto quella dedica, essa piace – in quanto docenti, intellettuali ed educatori - non a dispetto ma proprio in forza del dubbio che essa parinteticamente include e che dovrebbe quotidianamente assediare le nostre coscienze.

Il dubbio che la memoria – che s’identifica con la cultura ed è anche necessaria premessa di una cittadinanza consapevole e attiva - possa scomparire o affievolirsi in una scuola come quella che già Sciascia immaginava nel Cavaliere e la morte ( vedi Sciascia, la scuola, la Memoria e i valori) e in una società che ignora o trascura i libri e la lettura senza più doverli neanche mandare al rogo, come nella distopia del romanzo di Ray Bradbury, Fahrenheit 451. Una società senza più quelle biblioteche che – a maggior ragione di un solo libro – tramandano la memoria. Chi pensa, oggi, alla memoria, alla scuola e alle biblioteche?

Ricordare tutto questo è il miglior modo per non smettere mai di difendere la Memoria.

La targa della biblioteca riporta una frase di Sciascia sulla giustizia.

La frase è tratta da un’ intervista di Claude Ambroise anteposta al primo volume della raccolta Bompiani delle Opere. In essa l’autore spiega l’importanza del tema della giustizia nella sua opera:

«Tutto è legato, per me, al problema della giustizia: in cui si involge quello della libertà, della dignità umana, del rispetto tra uomo e uomo. Un problema che si assomma nella scrittura, che nella scrittura trova strazio o riscatto. E direi che il documento mi affascina – scrittura dello strazio – in quanto entità nella scrittura, nella mia scrittura, riscattabile».

Inaugurazione biblioteca pubblico tavola rotonda

 

“Caccia ai libri per la memoria del futuro”.

Un appello ai lettori e fan di Sciascia

La biblioteca sarà specializzata in diritto, educazione alla legalità, giustizia, mafia e antimafia e legata a tutti i temi presenti nell’opera di Sciascia. La casa editrice Adelphi ha donato alla biblioteca una scelta delle opere di Sciascia che poi completerà.

Dai microfoni della trasmissione Fahrenheit di Radiotre, il pomeriggio del 20 gennaio, con la notizia dell’inaugurazione della biblioteca, è partita l’iniziativa di una straordinaria “Caccia ai libri” per fornire la biblioteca di una più consistente dotazione libraria.

Della “Caccia ai libri per la memoria del futuro” diamo notizia in altra pagina del sito. Nell’ambito sciasciano di queste pagine, ci limitiamo a rivolgere il medesimo appello a una donazione di libri a tutti coloro che da editori, librai, scrittori, critici e studiosi o semplici lettori di Sciascia si considerino legati a Sciascia e alla sua opera.

Su loro, in primo luogo, contiamo per arricchire la biblioteca a Sciascia dedicata con libri di narrativa e saggistica, sui temi legati all’opera di Sciascia: dalla Sicilia, la sua storia e la sua letteratura (gli autori a Sciascia più cari: da De Roberto a Borgese, Brancati, Pirandello, Francesco Lanza ecc), alla Francia e alla Spagna della guerra civile, al contesto dell’Italia degli anni Settanta, delle BR, dell’affaire Moro… e via elencando quei temi ben noti ai lettori sciasciani e da noi in parte richiamati quando abbiamo abbozzato un rapido profilo, tra diversi ambiti e discipline, dellenciclopedia di Leonardo Sciascia.

Ai lettori e ammiratori di Sciascia, per primi, nel suo nome, ci rivolgiamo. Ma non solo a loro.

Chi voglia contribuire alla caccia può scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. oppure può inviare direttamente i libri (meglio se accompagnati da e-mail o lettera) a

Biblioteca “Leonardo Sciascia” c/o ITCG C. Matteucci
Via Roberto Rossellini, 5
00139 ROMA

 

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